Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 4° parte. La visione mediterranea: l’Egitto e la civiltà araba

l’Egitto e la civiltà araba

Nell’area mediterranea la civiltà che ebbe il maggior sviluppo temporale fu senza dubbio quella egiziana.

Sappiamo che questa civiltà influenzò molto il nascente pensiero ellenico e in seguito quello alchemico medioevale e l’ermetismo in generale, che attribuirono all’antico Egitto fonte mitica del  loro sapere esoterico.

Per quanto riguarda l’argomento della presente ricerca le uniche informazioni che sono riuscito a trovare riguardano solo il fatto che anche in Egitto si consideravano i 4 Elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco, ai quali venivano associati i 4 organi principali del corpo, quelli che nel corso del processo d’imbalsamazione venivano conservati nei vasi canopi: l’elemento Terra era associato ai polmoni, l’elemento Acqua allo stomaco, l’elemento Aria al fegato e l’elemento Fuoco era associato all’intestino.

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Il modello della TEV® e la visione di C.G Jung 11°Parte. Due visioni convergenti

Due visioni convergenti

“I Mandala sono luoghi di nascita…fiori di loto da cui emerge un Buddha. Seduto nella posizione del loto, lo Yoghin contempla la sua trasformazione in forma immortale” C. G. Jung 

Nell’ultimo articolo abbiamo definito un Mandala come un simbolo archetipico che da un alto è un cosmogramma, una rappresentazione geometrica dell’universo su tutti i piani, e da un altro rappresenta la struttura profonda dell’anima umana, in perfetta linea col principio secondo cui l’uomo è una riproduzione in miniatura del cosmo.

Il microcosmo nel macrocosmo.  

Dal punto di vista della psicologia analitica è uno schema simbolico nato dall’Inconscio per guidare il conscio. Detto in termini spirituali, abbiamo un diagramma nato dal Divino dentro di noi per guidare la nostra personalità nel processo di unione con Lui.

E’ altresì una struttura energetica operativa, come sa chi ha studiato nell’ultimo step del percorso tev, ovverosia lo Spazio Sacro.

Vediamo come descrive Jung i due Mandala presi quali esempi tra i vari emersi dai disegni spontanei dei suoi pazienti.

solemandala

“il volto dell’eternità”

Abbiamo nel primo un Sole centrale con 4 braccia che da lui partono contornato da un cerchio con lo zodiaco. Il nome del Mandala dato dal paziente è “il volto dell’Eternità”.

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Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 4° parte. La visione indiana.

LA VISIONE INDIANA

Della filosofia indù tradizionale è interessante qui analizzare, per quanto possibile, ciò che riguarda gli Elementi costituivi della Natura, perché è assai probabile che, per ragioni geografiche, essa abbia influenzato lo sviluppo della filosofica greca. Contatti tra la Grecia classica e l’India sono infatti accertati.

Come panoramica generale della visione indù, faccio riferimento a “La teoria indù dei cinque elementi – Da Studi sull’Induismo” di René Guénon, da cui ho estrapolato i concetti. Le citazioni testuali sono evidenziate in corsivo.

Poiché la concezione indù degli Elementi s’inserisce ovviamente nel più ampio contesto della loro visione filosofico-religiosa, come del resto accade per quella cinese, ne riporto alcuni concetti basilari.

PAKRITI

Prakṛiti è la causa originaria attraverso cui l’universo esiste e si esplica, principio contrapposto a quello di Puruṣha, spirito puro. E’ descritta come la “forza motrice primordiale”. Normalmente si rende con “natura”,o anche “materia”: è attività pura ma inconsapevole, il principio che dall’immanifesto dà origine, per evoluzione e trasformazione, a tutto ciò che è manifesto, intendendo con ciò sia la realtà materiale chequella mentale. È quindi una polarità energetica dell’Essere e della sostanza cosmica dell’universo in quanto, secondo Guenon, Prakriti implica l’idea del “divenire”. Gli Elementi sono perciò considerati come determinazioni sostanziali o, in altri termini, modificazioni di Prakriti.

I 3 GUNA

I Guṇa sono i tre componenti ultimi della Prakṛti, ed è proprio l’alterazione dell’equilibrio iniziale dei tre Guṇa a dare origine all’evoluzione, dalla quale derivano tutti gli elementi del cosmo nonché quelli che ne permettono la percezione, fisica e mentale. Dunque i Guṇa possono essere visti come i componenti che a causa del loro incessante combinarsi determinano i dettagli dell’evoluzione cosmica. I tre Guna sono:

RAJAS (dalla radice rañj: “colorato”, “dinamico”) – indica la componente che mette in moto la manifestazione;

SATTVA (dalla radice sat: “esistente”) – indica la componente che illumina, che rivela il manifesto;

TAMAS (“oscurità”) – indica la componente che tende ad ostacolare il dinamismo della manifestazione.

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Il modello della TEV® e la visione di C.G Jung 10°Parte. Il mandala, da Jung allo Spazio Sacro

Il Mandala, da Jung allo Spazio Sacro

“Con la sua forma circolare il Mandala esprime pienezza e integrazione… viene usato per favorire la concentrazione e quale mezzo per unificare la coscienza individuale, la personalità egoica dell’uomo…con la superiore personalità Divina del non-Io, dell’Inconscio…” C. G. Jung

Nei sogni e nei disegni spontanei dei suoi pazienti Jung notò che man mano che la terapia psicologica si faceva più profonda, più vicina al nucleo del Sé, cominciavano ad apparire delle figure geometriche tipiche,  sempre più precise e complete quanto più il paziente si avvicinava ad un alto grado di integrazione interiore.

Le stesse figure geometriche che venivano usate nei rosoni delle chiese più antiche, o in paesi dell’allora lontano oriente dai monaci buddisti o dagli yoghi per facilitare la meditazione.

Figure circolari con impressi all’interno disegni schematici precisi di vario genere, chiamati in oriente Màndala.

Per gli orientali tale struttura geometrica sarebbe un Cosmogramma, una rappresentazione geometrica della struttura dell’Universo nel suo complesso metafisico e fisico assieme.

Una mappatura di come sia fatto e come funzioni l’Universo in un linguaggio simbolico e regolare…il linguaggio del più profondo inconscio.

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