La realtà consensuale: questione di stato di coscienza.

ll nostro stato di coscienza ordinario non è un fatto di naturale bensì condizionato dal contesto ambientale, culturale, sociale, familiare.

La percezione della realtà circostante, degli altri, di noi, la coscienza che abbiamo delle percezioni che percepiamo sono costruzioni semiarbitrarie di una realtà consensuale, accettata cioè dalla maggior parte del contesto culturale e sociale in cui viviamo, è impensabile ad esempio per noi occidentali mangiare della carne di cane, come è impensabile per un musulmano mangiare della carne di maiale o per un induista mangiare della carne di mucca in quanto siamo cresciuti e influenzati da ambientali culturali diversi.

Questa cornice conduce al fatto che alcuni vissuti, pensieri, azioni vengano promosse, altre penalizzate e represse con il fine ultimo di creare uno stato di coscienza ordinario, cioè, uno stato accettato e condiviso dalla società in cui viviamo.

Eppure, sono certa, tutti almeno una volta nella vita hanno provato esperienze non catalogabili secondo i canoni comuni: un’intuizione, un sogno lucido, fenomeni di sincronicità, il pensare ad una persona che poi ti chiama, senza arrivare necessariamente a manifestazioni così dette “paranormali”.

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NON CI DORMI LA NOTTE? ECCO LA SOLUZIONE

Ciao.
Tranquillo, non siamo impazziti qui al CRESS.
E’ che la società ci impone ritmi serrati, bisogna essere smart, efficienti, fichi, intelligenti, multitasking ed ecco lo tsunami dei pensieri ad affollare le nostre giornate, i nostri pensieri, il nostro tempo.
Verrebbe da dire “mal comune mezzo gaudio”, perché ci rendiamo conto che questa condizione riguarda sicuramente la maggior parte della popolazione, e forse anche te.
Ti trovi anche te nel sovraffollamento da pensieri, preoccupazioni, scadenze, impegni più o meno impellenti, situazioni che ti tolgono il sonno?
Già, perché poi, una delle conseguenze di tutto questo marasma è che la sera, quando si presume che tu abbia staccato la spina, quando si presume che sia arrivato il meritato riposo, quando è necessario recuperare un po’ di energie per affrontare il giorno seguente… che succede?
Succede che ti rigiri nel letto, che non trovi la posizione comoda, che ti consumi nei pensieri finché il corpo non si arrende esausto al sonno, oppure che questo strameritato sonno non arriva mai.
La mente prende il sopravvento: macina, analizza, pensa, escogita, si lamenta… tutto tranne l’unica cosa che dovrebbe fare: chiudere quella bocca e lasciarti riposare, che poi domani si riparte!
Bene, ma non benissimo!
Dicevamo… la soluzione?

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Uno strumento che dona consapevolezza e richiede consapevolezza: Il PALMING

Per gli antichi, di ogni latitudine e cultura, il mondo materiale era il precipitato, la parte più concreta e addensata, di un mondo più ampio, e per lo più ineffabile. Concepivano il mondo fisico come generato, sostenuto e alimentato da una forza invisibile e misteriosa che tutto permeava e avvolgeva.

Questa forza/energia ha acquistato molti nomi nel corso dei millenni: in Cina era chiamato QI, in Giappone Ki, in India Prana, in Grecia Pneuma, ecc…. Oggi la definiamo più semplicemente Energia Sottile, per differenziarla dalle forme di energie conosciute e studiate dalla Scienza, le energie dense.

Senza far voli pindarici e dal sapore troppo new age possiamo dire che le due energie, seppur diverse e sottostanti a regole a volte dissimili, sono interagenti e formano un tutt’uno.

Come due parti di una stessa medaglia interagiscono e sono una cosa sola, pur presentandosi apparentemente diverse.

Poiché ogni cosa, accettando il paradigma antico, è permeata di tale energia, sviluppare una sensibilità precisa ed educata a questapermette sperimentare in vivo gli effetti delle più svariate cose: dalle sostanze di cui ci nutriamo, alle forze che si muovononelle nostre interazioni quotidiane, alla qualità delle pratiche che seguiamo.

Ma non solo, ci aiuta a comprendere come mai la natura prediliga e seguacerte proporzioni geometriche, quali siano i moti sottili che suscitano nel nostro sistema energeticosuoni, simboli, preghiere e rituali, ecc.

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Cosa centra Socrate con la Tecnica Energo-Vibrazionale? 1°parte

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Recita cosi il Testo di accusa che Diogene Laerzio ci tramanda , dicendo di averlo ricavato dagli archivi Ufficiali di Atene : “ Socrate è colpevole di non riconoscere gli Dèi che la città riconosce e di introdurre nuove divinità ; è colpevole anche di corrompere i giovani “.

Immaginiamo che il Divino Socrate riprenda le sue vesti terrestri .

Se già ben 2400 anni fa’ fu processato e condannato a morte da cinquecento membri Ateniesi, con le accuse sopra riportate,   per il suo continuo lavoro introspettivo rivolto al popolo della sua amata città Atene, ai giorni nostri dove la Virtù della Aletheia ,della verità, è stata letteralmente spodestata da una logica di mercato e utilità, cosa farebbe Socrate ?

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Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 5° parte. La visione cinese.

LA VISIONE CINESE. PREMESSA

Gli elementi costitutivi più antichi della Filosofia Cinese riguardano la Numerologia e affondano le radici nel mito, che rimanda ad un’epoca remota, a più di 4000 anni fa, quindi molto prima della formulazione organizzata dei principi filosofici che sfociarono poi nella nascita del Taoismo. Il termine “Taoismo” designa infatti sia le dottrine a carattere filosofico e mistico, esposte principalmente nelle opere attribuite a Lao Tzu e Chuang Tzu tra il IV e III secolo a.C., che il Taoismo istituzionalizzatosi come tale all’incirca nel I secolo d.C.

Il Taoismo non possiede né un insegnamento morale, come il Confucianesimo, né un credo religioso, come inteso nella nostra cultura indoeuropea. E’ principalmente una filosofia pragmatica centrata sulla collocazione e la funzione dell’Uomo e di tutte le creature nel cosmo e su come armonizzarsi con i fenomeni energetici che si svolgono in esso. Accanto ai principi taoisti, il pensiero cinese abbracciò gli insegnamenti morali di Confucio e quelli spirituali del Buddhismo, proveniente dall’India. A questo proposito, un elemento da tenere in considerazione approcciandosi alla filosofia cinese è che ciò che oggi sembra essere un tutt’uno coerente è invece il frutto d’una lunga evoluzione e rielaborazione, dovuta non solo allo sviluppo del pensiero ma anche da accadimenti storici e politici, nonché da un amalgama di idee e teorie anche assai diverse fra loro.

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Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 3° parte. La ricerca Alchemica in occidente

La possibilità di trasformare un elemento in un altro è alla base della ricerca alchemica. Questo tipo di ricerca si è sviluppato sia in Occidente quanto in Oriente: in Mesopotamia, India e Cina. Benché l’Alchimia Occidentale venga fatta tradizionalmente risalire all’antico Egitto, nella mitica figura di Ermete Trismegisto, i primi testi manoscritti di carattere alchimistico, provenienti da Alessandria, sono stati redatti in greco solo tra il 2° ed il 5° secolo d.C..
L’idea di fondo dell’Alchimia, sia in occidente quanto in oriente, sta nell’analogia tra la Materia e l’Uomo e alla conseguente possibilità di trasmutare in una realtà più pura sia l’uno che l’altro. Da un lato quindi si cercava di trasmutare, per esempio, il vile piombo in prezioso oro, dall’altro si cercava una via di trasmutazione dell’Uomo grezzo in Uomo divino. In molti casi i due percorsi coincidevano, essendo l’uno una metafora dell’altro, in altri casi si formarono scuole diversificate, dando vita ad una ricerca alchemica operativa, da cui in seguito si sviluppò la chimica, ed una speculativa/spirituale, aspetto che all’inizio del‘900 è stato divulgato da Evola in “La Tradizione Ermetica”. In Oriente questa distinzione è molto più chiara che in Occidente. In Cina ci sono infatti due termini differenti per questi due percorsi: Nei Dan (via interna) e Wai Dan (via esterna); anche i testi indiani sanciscono con grande chiarezza l’esistenza di queste due vie, pur utilizzando il medesimo termine: Rasayana.

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Energie Sottili ed esperienza con i riti pagani

Da appassionato della storia antica e del modo di vivere dei nostri avi mi sono spesso imbattuto in diversi gruppi di persone che, sentendo una sorta di richiamo dalle loro lontane radici,  provano a ricostruire e vivere le antiche religioni precristiane. 

Si tratta di gruppi e movimenti che al giorno d’oggi vengono impropriamente definiti neopagani.

Impropriamente perché ci troviamo di fronte un mosaico complesso e non schematico, dove superficialità, new age, ma anche concezioni politiche e ricerca interiore profonda si vanno a intrecciare in un qualcosa di complesso e diverso da gruppo a gruppo e da persona a persona.

Osservandoli bene, ciò che pare spingere le persone dedite alla ricostruzione e alla pratica di antichi culti e riti pagani sono il rifiuto dei dogmi di una religiosità codificata attualmente dominante, il bisogno di ordine e linee guida chiare in un mondo, quello attuale, che invece tende alla confusione e alla mancanza di regole definite e rispettate.

Questa ricerca dei valori di un mondo che fu presenta spesso un’idealizzazione eccessiva, per cui si cerca più quel che si vorrebbe fosse stato quel mondo più che quello che effettivamente era, sebbene non manchi chi è consapevole della differenza tra queste due cose e ricerchi più un recupero del meglio dei nostri avi.

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Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 4° parte. La visione mediterranea: l’Egitto e la civiltà araba

l’Egitto e la civiltà araba

Nell’area mediterranea la civiltà che ebbe il maggior sviluppo temporale fu senza dubbio quella egiziana.

Sappiamo che questa civiltà influenzò molto il nascente pensiero ellenico e in seguito quello alchemico medioevale e l’ermetismo in generale, che attribuirono all’antico Egitto fonte mitica del  loro sapere esoterico.

Per quanto riguarda l’argomento della presente ricerca le uniche informazioni che sono riuscito a trovare riguardano solo il fatto che anche in Egitto si consideravano i 4 Elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco, ai quali venivano associati i 4 organi principali del corpo, quelli che nel corso del processo d’imbalsamazione venivano conservati nei vasi canopi: l’elemento Terra era associato ai polmoni, l’elemento Acqua allo stomaco, l’elemento Aria al fegato e l’elemento Fuoco era associato all’intestino.

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Il modello della TEV® e la visione di C.G Jung 11°Parte. Due visioni convergenti

Due visioni convergenti

“I Mandala sono luoghi di nascita…fiori di loto da cui emerge un Buddha. Seduto nella posizione del loto, lo Yoghin contempla la sua trasformazione in forma immortale” C. G. Jung 

Nell’ultimo articolo abbiamo definito un Mandala come un simbolo archetipico che da un alto è un cosmogramma, una rappresentazione geometrica dell’universo su tutti i piani, e da un altro rappresenta la struttura profonda dell’anima umana, in perfetta linea col principio secondo cui l’uomo è una riproduzione in miniatura del cosmo.

Il microcosmo nel macrocosmo.  

Dal punto di vista della psicologia analitica è uno schema simbolico nato dall’Inconscio per guidare il conscio. Detto in termini spirituali, abbiamo un diagramma nato dal Divino dentro di noi per guidare la nostra personalità nel processo di unione con Lui.

E’ altresì una struttura energetica operativa, come sa chi ha studiato nell’ultimo step del percorso tev, ovverosia lo Spazio Sacro.

Vediamo come descrive Jung i due Mandala presi quali esempi tra i vari emersi dai disegni spontanei dei suoi pazienti.

solemandala

“il volto dell’eternità”

Abbiamo nel primo un Sole centrale con 4 braccia che da lui partono contornato da un cerchio con lo zodiaco. Il nome del Mandala dato dal paziente è “il volto dell’Eternità”.

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Una ricerca alle origini dello Spazio Sacro 4° parte. La visione indiana.

LA VISIONE INDIANA

Della filosofia indù tradizionale è interessante qui analizzare, per quanto possibile, ciò che riguarda gli Elementi costituivi della Natura, perché è assai probabile che, per ragioni geografiche, essa abbia influenzato lo sviluppo della filosofica greca. Contatti tra la Grecia classica e l’India sono infatti accertati.

Come panoramica generale della visione indù, faccio riferimento a “La teoria indù dei cinque elementi – Da Studi sull’Induismo” di René Guénon, da cui ho estrapolato i concetti. Le citazioni testuali sono evidenziate in corsivo.

Poiché la concezione indù degli Elementi s’inserisce ovviamente nel più ampio contesto della loro visione filosofico-religiosa, come del resto accade per quella cinese, ne riporto alcuni concetti basilari.

PAKRITI

Prakṛiti è la causa originaria attraverso cui l’universo esiste e si esplica, principio contrapposto a quello di Puruṣha, spirito puro. E’ descritta come la “forza motrice primordiale”. Normalmente si rende con “natura”,o anche “materia”: è attività pura ma inconsapevole, il principio che dall’immanifesto dà origine, per evoluzione e trasformazione, a tutto ciò che è manifesto, intendendo con ciò sia la realtà materiale chequella mentale. È quindi una polarità energetica dell’Essere e della sostanza cosmica dell’universo in quanto, secondo Guenon, Prakriti implica l’idea del “divenire”. Gli Elementi sono perciò considerati come determinazioni sostanziali o, in altri termini, modificazioni di Prakriti.

I 3 GUNA

I Guṇa sono i tre componenti ultimi della Prakṛti, ed è proprio l’alterazione dell’equilibrio iniziale dei tre Guṇa a dare origine all’evoluzione, dalla quale derivano tutti gli elementi del cosmo nonché quelli che ne permettono la percezione, fisica e mentale. Dunque i Guṇa possono essere visti come i componenti che a causa del loro incessante combinarsi determinano i dettagli dell’evoluzione cosmica. I tre Guna sono:

RAJAS (dalla radice rañj: “colorato”, “dinamico”) – indica la componente che mette in moto la manifestazione;

SATTVA (dalla radice sat: “esistente”) – indica la componente che illumina, che rivela il manifesto;

TAMAS (“oscurità”) – indica la componente che tende ad ostacolare il dinamismo della manifestazione.

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